Voglio innanzitutto dire grazie per questo incontro, grazie per il potente richiamo a prenderci cura del nostro pianeta e gli uni degli altri, e per tutto quello che potrà nascere da questo Summit.
La cura della nostra casa comune e il bisogno di pace sono le questioni più urgenti del nostro tempo, sono le grandi sfide che ci troviamo ad affrontare come umanità, e sono intimamente legate.
La Terra ci sta dicendo che siamo vicini al punto di rottura, che il momento di agire è ora. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli eventi estremi, gli episodi di siccità, le ondate di calore, le inondazioni, con effetti diretti sulle nostre vite, l’ambiente, la salute, l’economia.
Ma possiamo ancora intervenire. È necessario, però, un radicale cambio di paradigma: nel modo di produrre e utilizzare energia e cibo, nel modo di spostarci, di consumare, di riscaldare gli edifici. Dobbiamo abbattere le emissioni di CO2, riducendo l’uso dei combustibili fossili (primi responsabili della concentrazione di gas serra nell’atmosfera), a favore dell’efficienza energetica e dell’utilizzo delle rinnovabili.
L’Europa è il continente che si sta scaldando più rapidamente. Anche per questo, l’UE si è dotata di uno dei piani climatici più sfidanti al mondo, il Green Deal, che punta a un’economia carbon-free, circolare e a zero emissioni entro il 2050.
Ma non ci può essere cambiamento senza partecipazione, senza una vera e propria alleanza tra cittadini, forze politiche, economiche, sociali, culturali. Così, nel 2008, la Commissione Europea ha lanciato il Patto dei Sindaci (poi rinnovato nel 2015) per coinvolgere le città nel percorso verso la sostenibilità energetica e ambientale. Nel Patto dei Sindaci per il 2030, ai pilastri della Mitigazione e dell’Adattamento, si è aggiunto quello relativo alla Povertà Energetica, cioè l’impegno a fornire accesso a energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili a tutti.
A livello globale, le città consumano il 65% dell’energia mondiale e producono oltre il 70% delle emissioni di CO2. Sono dunque il luogo in cui si può vincere questa sfida, costruendo un nuovo equilibrio tra progresso e sostenibilità, tra innovazione tecnologica ed equità sociale.
Firenze da vari anni lavora su questi temi: dalla realizzazione delle tranvie all’impegno sulla mobilità ciclabile e lo sharing, dalle azioni messe in campo per migliorare la qualità dell’aria (come lo ‘scudo verde’, che limita l’accesso al centro ai mezzi più inquinanti, gli incentivi al TPL e al ricambio del parco auto) al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, dalla riduzione della plastica e delle perdite idriche alla forestazione urbana, dalle semplificazioni per l’installazione dei pannelli fotovoltaici al rilancio della prossimità come dimensione urbana. Non solo, a Firenze stanno nascendo le prime comunità energetiche rinnovabili. A questo, si aggiungono progetti educativi nelle scuole, azioni di sensibilizzazione per rendere i cittadini protagonisti, come il progetto ‘Firenze per il clima’ che offre a un’assemblea popolare (con una bella rappresentanza di giovani e persone vulnerabili) il compito di elaborare idee e proposte per la sostenibilità ambientale da qui al 2030.
Firenze è stata infatti selezionata, con altre 100 città, per la Missione dell’EU ‘100 Climate Neutral and Smart Cities by 2030’. Per centrare l’obiettivo, servono però analisi adeguate, strumenti di pianificazione e programmazione ambiziosi, come il ‘Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima’, frutto di un lavoro condiviso, in cui la città si è messa in gioco e ha abbracciato una prospettiva più ampia. Perché siamo Acqua, siamo Aria, siamo Terra e Fuoco. Siamo vasi comunicanti. Non esiste forma di vita che non sia in relazione con le altre e con l’ambiente.
Questo è il momento di agire. Siamo qui per costruire un nuovo umanesimo in cui si incontrino e trovino cittadinanza i temi ambientali e sociali, le idee e soprattutto le persone. Ma tutto ciò sarà pienamente possibile quando il mondo intero sperimenterà la pace. Perché senza pace tra le nazioni e i popoli diventa difficile – se non impossibile – unire le forze per salvare l’umanità e proteggere la natura. Oggi affermiamo da qui che l’unica guerra che dobbiamo combattere è quella contro il cambiamento climatico e che tutti i nostri sforzi devono essere indirizzati a costruire un mondo di pace.