Dopo aver sentito tanti esempi di città impegnate per combattere il cambiamento climatico devo riconoscere che c’è un filo comune che unisce sindaci e governatori nella sensibilità, nella volontà e nella capacità di reagire al cambiamento climatico, nel mondo, in Europa dalle città di Parigi a quella di Valencia, così come in Italia da Bologna a Firenze.
Bolzano è una città di piccolissime dimensioni. Il territorio comunale si estende su 52,34 kmq alla congiunzione di tre valli (tra Val d’Isarco, Val Sarentino e Valle dell’Adige). La città sorge a 262 m s.l.m., nella conca delimitata da una serie di monti di altitudine fino a 1600 mt, tra cui è compresa la località montana Colle, parte del territorio comunale. Bolzano non è neppure un quarto del quartiere di Centocelle, è praticamente una strada di Parigi, di Madrid. Malgrado le dimensioni i problemi tuttavia sono equivalenti perché il cambiamento climatico non si arresta ai confini né tiene in considerazioni le dimensioni.
Occorre agire velocemente: il Comune di Bolzano ha aderito prima nel 2010 e poi nel 2017 al nuovo Patto Europeo dei Sindaci per il Clima e l’Energia. Il capoluogo altoatesino è diventato ufficialmente il primo ComuneClima Gold certificato in Italia, secondo i criteri del programma avviato nel 2016 dall’Agenzia CasaClima per sostenere e premiare i Comuni che si impegnano per una politica energetica ed uno sviluppo locale sostenibili. Il 5 novembre 2021 la nostra città a Ravensburg ha ricevuto il premio European Energy Award Gold, il premio europeo riservato ai comuni che si sono particolarmente impegnati nel settore della protezione del clima, dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. La Città di Bolzano è tra le prime 100 città europee ad aver aderito nel 2021 al “Green City Accord” iniziativa della Commissione Europea per rendere le città più sane, più verdi e più pulite. Si tratta di un movimento di Sindaci impegnati a migliorare la qualità della vita della comunità cittadina e ad accelerare l’attuazione di leggi ambientali dell’Unione Europea legate al cosiddetto “Green Deal” europeo. Sono tutti programmi che prevedono obiettivi misurabili, che prevedono che si parta da una situazione e si arrivi ad un punto che possa accelerare il miglioramento... altrimenti restiamo sempre nell’ambito delle parole, delle intenzioni. E noi italiani, spesso per vocazione, siamo bravi a parlare ma dobbiamo diventare anche più concreti.
A Bolzano la superficie edificata rispetto al 1981 è aumentata notevolmente: eravamo 107.000 abitanti nel 1981 e oggi siamo più o meno allo stesso numero di abitanti, però nel 2024 abbiamo consumato il 42% del territorio in più. Nel 1981 avevamo il 15% di famiglie con un solo componente e oggi siamo al 47%: ne consegue che una programmazione urbanistica che tenga conto della trasformazione della società è assolutamente necessaria.
Si fa forte la necessità della mitigazione del cambiamento climatico: il clima fuori non aspetta le nostre decisioni politiche.
Il monitoraggio costante e le azioni intraprese hanno permesso nei decenni di ottenere ottimi risultati nella riduzione delle polveri sottili e del biossido di azoto. Grazie alla centrale di teleriscaldamento di Bolzano ogni anno viene evitata l’emissione di migliaia di tonnellate di CO2. Una volta portata a termine l’estensione della rete di teleriscaldamento a Bolzano riusciremo a evitare l’emissione di 50.000 tonnellate di CO2 ogni anno. Una quantità di CO2 pari a quella assorbita da 4 milioni di alberi. Anche se alcune azioni hanno dato dei frutti, noi siamo in ritardo.
C’è oggi però una grande variabile, e lo dico con molta amarezza: il Papa è rimasto solo a predicare la pace. La guerra significa armi, morti, distruzioni... si uccidono giovani e civili, si distruggono famiglie, beni, case, infrastrutture e, non dimentichiamo, si distrugge anche il clima. La guerra è il più grande nemico dell’ambiente.
Su questo tema dobbiamo avere la forza di confrontarci, perché l’Europa sta accumulando debiti per armarsi e fornire armi. Noi lavoriamo per uccidere, non per costruire strategie contro il cambiamento climatico.
Bolzano è una piccola città, ogni anno però attingiamo con continuità ai fondi europei, ai fondi statali, oltre che ai fondi dell’avanzo che proviene da un’oculata amministrazione della città. Investiamo il 30% delle risorse a favore del sociale, perché abbiamo sempre più problemi e necessità di intervenire per una società che invecchia e sta cambiando nella sua composizione sociale.
Stiamo investendo per tutti, ma le risorse non sono infinite: la variabile finanziaria diventa sempre più importante, perché se concentriamo gli sforzi per le armi, allora ci saranno meno risorse per il clima.
Questi convegni, e voglio esprimere che sono molto onorato di essere stato invitato, rappresentano sferzanti iniezioni di energia per convincere i Sindaci e le comunità locali a recuperare il ritardo accumulato sull’ambiente; le città sono più sensibili rispetto gli organismi di livello superiore perché sentono e vivono quotidianamente il problema.
Invito quindi tutti di accelerare e porre le nostre energie in questa direzione, accorciando i tempi degli interventi perché il clima non aspetta le nostre piccole e medie intelligenze, i nostri tentennamenti o decisioni, che oggi necessitano di rapidità e risolutezza.